Marketing sensoriale, neuroscienze e comunicazione

L’area wellness, per gli ospiti che alloggiano in hotel, è fondamentale in quanto è parte integrate della loro esperienza. Alcune statistiche appurano che il fruitore è più propenso a scegliere una struttura recettiva con la Spa rispetto ad un hotel che invece ne è sprovvisto. L’area SPA, e tutti i suoi ambienti, concorrono a rendere un’esperienza trasformativa all’ospite che decide di usufruirne, ed è quindi fondamentale prendersi cura di tutti quegli aspetti che lo coinvolgono in un ampio programma di relazioni, percezioni ed emozioni.

Ogni spazio concepito in fase di progettazione, è destinato ad avere il giusto impatto percettivo sui fruitori, in quanto l’ambiente che ci circonda incide in alta percentuale sullo stato d’animo e il più delle volte, influisce sulla sua modificazione grazie al coinvolgimento multisensoriale. Un’esperienza che coinvolge due o più sensi è definita multisensoriale

Il marketing, la comunicazione e le neuroscienze hanno un fondamentale punto di contatto: le emozioni, che si catalizzano attraverso le percezioni dei cinque sensi. In un mondo ormai completamente digitalizzato i migliori brand fanno leva sulla componente emotiva dove tablet, computer e cellulari vengono abbandonati per dar spazio a esperienze autentiche degne di esser rivissute. Nelle aree wellness , spesso vi sono spazi che vengono trascurati ma che se gestiti con il corretto metodo marketing a livello operativo, possono portare introiti incisivi per un buon rendimento dell’attività wellness. Sto parlando delle zone retail. Le aree retail, caratterizzate da corner, sono dedicate all’esposizione e alla vendita dei prodotti cosmetici, spesso utilizzati in cabina durante i trattamenti estetici. La loro vendita rappresenta una parte fondamentale del profitto; è quindi utile che i progettisti in fase di ideazione concepiscano questi spazi in modo confortevole e organizzato. Purtroppo però l’area retail, anche se concepita nel modo corretto, spesso non frutta quanto dovrebbe a seguito della poca preparazione del personale o ad un errata esposizione del visual merchandising.

Esistono diversi tipi di marketing, c’è il marketing relazionale, il gift marketing, l’inbound marketing, l’outbound marketing, il direct marketing ecc… Il marketing sensoriale, però,  è l’unico che può essere effettuato con estremo successo in spazi dedicati in quanto si aggancia al cliente in un modo più intimo e personale rispetto al marketing di massa: fa ciò che le tradizionali forme di pubblicità non possono fare

Perché ci si basa sui processi sensoriali?

Tramite i cinque sensi il nostro cervello capta e raccoglie le informazioni dell’ambiente esterno e le rielabora con dei processi cognitivi (ragionamento e poi comportamento) e il marketing tradizionale si basa molto sulla parte razionale del consumatore.

Il marketing sensoriale, invece, attrae i cinque sensi e li lega ad un determinato prodotto/servizio tramite una dimensione emozionale. Crea, nella mente del consumatore, l’adeguatezza dei prodotti e punta a valorizzarli in un ambiente commercialmente informale con l’obiettivo di renderli straordinariamente attrattivi. Il consumatore, come ognuno di noi, è più incline a rispondere agli impulsi emotivi che alla ragione; siamo quindi più attratti e sedotti dalle atmosfere che ci incoraggiano e fanno leva  sulla vista, l’olfatto , l’udito, il gusto e il tatto.  

Ecco alcuni pratici consigli:

  • Quando l’ospite si avvicina al corner deve essere libero di toccare, aprire e annusare i tester esposti.
  • Sarebbe utile che fosse affiancato da un operatore che sappia spiegare le proprietà e le funzionalità di ogni singolo prodotto e abbia cura di farne apprezzare le caratteristiche, l’odore e la texture (coinvolgendo tutti i sensi).
  • Meglio se l’operatore che si affianca, è lo stesso che ha seguito l’ospite durante il trattamento in cabina in quanto il rapporto di fiducia iniziale si è gia instaurato.
  • Ottimale sarebbe  somministrare della classica bevanda post trattamento nell’area retail, arredata anche con poltrone o comode sedute dove l’ospite sarà più propenso a prestare attenzione ai prodotti esposti.
  • Di cornice si può pensare di giocare con l’atmosfera che generà stati d’animo favorevoli all’acquisto. Il profumo, ad esempio, come dimostrano numerose ricerche scientifiche, influisce sul cervello che ricorda più facilmente, dopo sei mesi, un profumo (82%), piuttosto che un’immagine (25%). Potete scegliere la profumazione d’ambiente che più preferite o quella che secondo voi piace di più al vostro target: agrumato, speziato, delicato, vanigliato ecc.
  • Porre attenzione alla disposizione della merce perché le tecniche di visual merchandising, sono fondamentali e determinati in quanto aiutano a coinvolgere vista e tatto.
  • Scegliere un sottofondo musicale adeguato, coinvolgendo l’udito, per creare un ambiente piacevole dove l’ospite si senta a proprio agio.

Indipendentemente dalla linea cosmetica che si sceglie di seguire, che si tratti di prodotti Bio, di neuro-cosmesi o beauty food, durante l’approccio con l’ospite non dimenticare l’aspetto sensoriale, solo così potrai far vivere un’esperienza d’acquisto emozionale.

Nessun dettaglio deve esser lasciato al caso.